Memore - anno 3 - numero 4
La città si progetta
Che cos'è la città? Tecnicamente un insieme di case, palazzi, strade, giardini, servizi e un certo numero d'abitanti. Globalmente è il grande scenario delle azioni umane in costante divenire.
Il problema della città che diviene, che cresce, che s'espande è sentito fin dal mondo antico. La pòlis greca, nata attorno al dialogo, alla dialettica, al concetto d'interazione e all'etnocentrismo dei cittadini liberi per stirpe che la formano, regge fintanto che si mantiene entro i confini etici di coloro che le appartengono. Ma, di fronte all'eruttare della città, questo sistema entra in crisi: non è più possibile tenere in forma la città - e con essa la libertà - su tali presupposti perché significa imprigionarla.
Successivamente alla città ellenistica nasce Roma, per la quale la crescita rappresenta invece un valore. Roma deve sempre crescere per essere, accogliere in sé diversi popoli, costumi e religioni. La sua forza è la legge che lega e accomuna tutti i cittadini. La città è l'espressione della politica che opera nel campo degli accordi, dei patti, dell'integrazione e della negoziazione. La diversità e il conflitto sono elementi necessari alla sua sopravvivenza. L'urbs è un centro che s'irradia, costantemente mobile.
Sotto lo sguardo cristiano, la città occidentale si scinde tra la «città degli uomini», considerata luogo di passaggio, e la «città di Dio», rivolta al futuro attraverso uno sguardo escatologico. La città degli uomini è una via, una stazione di viaggio, una tappa del pellegrinaggio; è qualcosa in movimento, da proiettare verso il domani. Ancora oggi, la città europea porta in sé questo timbro, il cui valore sta nell'aprirsi al futuro, nel progettare continuamente. Se la città si ferma, se si chiude o non vive il fermento e la propagazione, collassa e muore. La rete ha bisogno infatti di nodi attivi attraverso i quali far scorrere le comunicazioni e non di interruzioni. Ecco perché i progetti alimentano le nostre città. Grandi o piccoli, essi segnano percorsi, mettono in connessione il micro con il macro in uno spazio vitale dilatato.
La neonata città di Mendrisio ha riunito un territorio, ora fatto di quartieri. Ma non «basta battezzare un'area abitativa quartiere per renderla realmente tale», ammonisce Matteo Vegetti, l'ospite di questa edizione di Memore (cfr. pag. 15). Un quartiere deve sapere «esprimere un lato della personalità della città», come dire che la città è la forma fisica dell'identità. Gli investimenti effettuati nei quartieri e i progetti da attuare a breve termine, riuniti nel dossier, mostrano il lato operativo e progettuale di Mendrisio. Progetti che valorizzano il territorio comunale e che concorrono senz'altro a esprimerne le particolarità.
Altri fattori importanti per fare della città e dei suoi quartieri un luogo vivibile e attrattivo è il miglioramento del trasporto pubblico e la ricerca di mezzi alternativi di locomozione. Una nuova linea locale per autobus potrà ottimizzare alcuni collegamenti cittadini mentre l'auspicata introduzione generalizzata di biciclette elettriche offrirà una tangibile alternativa all'uso dell'auto per brevi tragitti. Incrementare l'attrattiva della città anche nei confronti di insediamenti economici è l'obiettivo di un nuovo servizio comunale, appositamente istituito, nell'ottica della promozione economica su scala regionale.
Con le imminenti festività di fine anno, il municipio coglie l'occasione per estendere ai cittadini i migliori auguri, auspicando che i progetti della città di Mendrisio siano un modo per migliorare lo scenario entro il quale disporre le nostre azioni.
