Memore - anno 4 - numero 3

Data pubblicazione: 
13/09/2010

Memore

Le possibilità di scelta

Dall'interazione tra liberalismo e democrazia scaturisce la difesa della libertà degli individui, intesa non come assenza di condizioni o limiti, ma come tutela della possibilità di scelta. La libertà civile assicura ai cittadini di scegliere non una, ma più e più volte. Una condizione tale per cui una volta effettuata, la scelta può essere ancora e sempre ripetuta. Ciò significa che il valore intrinseco della scelta sta nella sua stessa possibilità. Libertà, possibilità  e scelta vanno dunque a braccetto e sono temi costantemente aperti nel contesto pluralista della società odierna.

Il tema dell'aggregazione dell'alto Mendrisiotto è stato accompagnato fin dall'inizio da un manifesto dei valori, una sorta di mappatura degli indirizzi posti a guida della politica comunale, un insieme di possibilità e di scelte basate sui valori ritenuti importanti. È chiaro che non si tratta di valori in senso universale, ma da ricondurre alla realtà storica contingente e che però soddisfano profonde aspirazioni individuali e collettive. La sicurezza, il benessere, la solidarietà sociale sono aspettative fondamentali seppur relativizzate a un decorso temporale. Sulla storicità dei valori si esprime Isaiah Berlin, uno dei maggiori pensatori del XX secolo, teorico del liberalismo. «Può darsi che - afferma l'autore - l'ideale della libertà di scegliere i propri fini senza pretendere per essi una validità eterna e il pluralismo di valori che è connesso a ciò, sia soltanto il tardo frutto della nostra civiltà capitalista in declino: un ideale ignoto alle epoche remote e alle società primitive, un ideale che forse sarà osservato con curiosità o persino simpatia, ma con poca comprensione, dalla posterità. Può darsi che sia così, ma non mi pare che ne possano derivare conclusioni scettiche. I principi non sono meno sacri solo perché la loro durata non può essere garantita. In realtà il desiderio stesso di qualcosa che garantisca eternità e sicurezza ai nostri valori in qualche paradiso oggettivo è forse soltanto una forma di nostalgia per le certezze dell'infanzia e per i valori assoluti del nostro passato primitivo» (Quattro saggi sulla libertà, Feltrinelli, Milano 1989).

Scevra da ogni presunzione di essere esaustiva o di illimitata durata, la mappa dei valori di Mendrisio ha il pregio di mettere in luce aspirazioni e scelte condivisibili, legate al presente ma anche proiettate al prossimo futuro, cosicché le azioni e le scelte non siano solamente questioni di preferenze, ma soprattutto di impegno e responsabilità. I comuni coinvolti nella seconda tappa aggregativa hanno rivalutato e attualizzato questa mappa e stanno definendo i primi risultati scaturiti dagli incontri tra i loro rappresentanti politici e il gruppo di accompagnamento. Gli indirizzi legati al capitolo del «dialogo» ribadiscono sostanzialmente la scelta di essere un'istituzione vicina al cittadino e ai suoi bisogni. Perseguono il decentramento amministrativo nei quartieri, la loro rappresentatività politica, un servizio di sicurezza di prossimità, l'estensione della rete degli aiuti sociali e il sostegno alle associazioni locali. Sono alcune scelte di fondo già messe in pratica a Mendrisio a partire dal 2009 e che dovranno essere in ultima analisi avvalorate dalla suprema possibilità di scelta riservata al cittadino elettore.

Altro elemento che emerge dall'approccio alla libertà di Berlin è il pluralismo dei punti di vista, da privilegiare contro ogni forma di omologazione. E la varietà di prospettiva è la logica fondante della progettazione attuata per sistemare Piazza del Ponte, che restituisce molteplici interpretazioni di una stessa realtà. I progetti giunti alla fase finale sono illustrati nel dossier e si traducono ora in proposte concrete. Poste queste ulteriori possibilità di scelta, il municipio propende per l'idea avanzata da un architetto londinese. Coinvolti i cittadini a condividerne la bontà.

Valori e possibilità di scelta fanno parte del disegno di vita di ognuno, nella consapevolezza berliniana che «rendersi conto della validità relativa delle proprie convinzioni, eppure difenderle senza indietreggiare, è ciò che distingue un uomo civile da un barbaro».