Memore - anno 5 - numero 1

Data pubblicazione: 
16/03/2011

Memore 1_2011 copertina

Casa dolce casa

Uscito dal riparo della grotta, l'uomo ha dato il via alla storia dell'architettura e dell'edilizia costruendo da sé la sua abitazione. L'ambiente costruito è alla base delle comunità, divenute poi villaggi, paesi, città. Dalla capanna all'igloo, dalla palafitta alla casa in argilla o in pietra, dalla baita al castello, dal palazzo al grattacielo, dalla villa alla casa a schiera, l'abitazione segue e rispecchia la condizione sociale, economica e territoriale.
Dal IV secolo a. C. in Mesopotamia l'abitazione si sviluppa attorno a un cortile dal quale si accede agli ambienti domestici. Al piano terra si svolge la vita degli uomini e al piano superiore quella delle donne e della servitù. L'antico Egitto predilige l'abitazione collettiva con stanze e terrazzi che raccolgono più famiglie. Ripresa dal modello greco ed etrusco, la casa romana è costruita anch'essa attorno al cortile con la suddivisione tra gli ambienti privati e quelli aperti alla vita pubblica. Le esigenze medievali di difesa, dominio e autosussistenza si coniugano con il monastero e il castello, attorno ai quali nascono comunità di abitanti e lavoratori. Nell'alto Medioevo si afferma la casa quale luogo di identificazione del nucleo autonomo della famiglia, che insedia al piano terreno le proprie attività artigianali con botteghe e negozi. Il Rinascimento rielabora la casa romana con grandi e sontuosi cortili e giardini a forma quadrata o rettangolare. La rivoluzione industriale e l'incremento demografico urbano dell'Ottocento danno il via alle abitazioni plurifamiliari sviluppate in altezza. Il cemento armato risponde alle richieste della società di massa, con la compressione degli spazi abitativi, la velocizzazione esecutiva e l'economicità dell'alloggio. Oggi, il sovrappopolamento del pianeta deve fare i conti con un territorio fortemente edificato e innegabilmente alterato nei suoi ecosistemi ed equilibri ambientali, risultato della stratificazione storica e sociale di secoli di vita e attività umane.
Il bisogno della casa e in genere dello spazio costruito mette in moto il processo edificatorio che aggiunge e inevitabilmente sottrae. Da un lato annette superfici edificate al coacervo di strutture utili alle attività umane. Dall'altro, toglie spazio libero all'ambiente sotto le mille esigenze dell'abitare, dello spostarsi, del lavorare, del divertirsi. Uno scambio che ha come scenario il territorio, divenuto un contesto di agglomerazione continua, che necessita di essere letto e disciplinato in modo critico.
Gli strumenti di controllo a nostra disposizione sono i piani regolatori che determinano caratteristiche e indirizzi edificatori. È l'Ufficio tecnico comunale ad avere il compito di sorvegliare l'attività edilizia, esaminarne gli incarti e fare applicare le norme in vigore.
Se costruire è un modo di mettere in equilibrio le forze della natura con quelle della cultura, occorre che l'architettura sostenibile sia l'obiettivo prioritario per il futuro. La città di Mendrisio si è posta in questa ottica e ha stabilito un piano di risanamento degli edifici comunali secondo i parametri del risparmio energetico. Dopo la certificazione Minergie della scuola dell'infanzia di via Berolgingen, è la volta del nuovo centro giovani di via Stefano Franscini descritto nel dossier. Con questo stabile, la città consegna ai giovani una nuova casa dove poter socializzare, divertirsi e trascorrere il tempo libero. Una casa che si spera risponda al bisogno giovanile di spazi ove esprimere la propria vitalità.
Un'altra sorta di casa è invece dedicata a coloro che la vita l'hanno ormai spesa. Un centro funerario ospita una sala per cerimonie multiconfessionali e camere per una breve sosta, giusto il tempo per l'estremo commiato.
Ma la casa non è fatta solo di muri, mobili e servizi, è anche e prepotentemente un fascio di sentimenti, di affetti, una rete di parole e di relazioni. La «casa, dolce casa» è costruita nel cuore, nella fantasia, nel desiderio. Qualunque sia lo spazio abitativo fisico, qualunque sia il luogo scelto, l'importante è sentirsi a casa, ovvero sentirsi bene, accolti, amati. E ognuno ha l'opportunità di essere architetto e costruttore di questa propria e intima casa.