Memore - anno 5 - numero 2

Il colore dà gusto alla vita
Che cos'è il colore? È una questione di stimoli visivi che colpiscono la retina, la quale manda dei segnali elettrochimici al cervello, che a sua volta li interpreta restituendoli in immagine. A essere decodificate sono alcune frequenze della luce che formano appunto lo spettro visibile all'uomo. Suddiviso per convenzione in sette colori, lo spettro comprende rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco e violetto. Sette, come le note musicali, i giorni della settimana, i gradi di perfezione morale. Sette sono i cieli, i mari, gli orifizi del cuore e del corpo. Da sempre, il sette è un numero magico, simbolo di totalità.
Il colore non lascia indifferenti, suscita reazioni, emozioni o - come le chiama Aristotele - affezioni dell'anima. In associazione con elementi naturali come per il blu mare o con materiali come per il rosso mattone, l'interpretazione del colore è necessariamente culturale e il risultato di un contesto. Contrasti, sfumature, tonalità o accostamenti cromatici sono i riflessi emotivi del quotidiano. E per ogni cultura il colore è soprattutto magia che riempie e dà gusto alla vita.
Il colore parla, comunica, informa. L'antico cerusico - ma ancora il nostro medico - scruta il colorito delle gote e della lingua per diagnosticare uno stato di salute, così come il colore di un frutto, di un ortaggio, di un alimento ne decreta la freschezza. Il colore del buono, sano e pulito dovrebbe essere riversato su ogni tavola. Come avviene nelle mense cui possono ora fare capo i ragazzi della scuola elementare. Dal prossimo anno scolastico, a Mendrisio la refezione scolastica sarà accessibile a tutte le famiglie e organizzata nei centri di Canavee e Arzo.
Il colore è natura. Dalle delicate tinte primaverili a quelle ferruginose autunnali, passando per le eteree invernali e approdando alle voluttuose estive, la natura ci penetra attraverso gli occhi. Un tuffo nelle acque del lago o della piscina o un'escursione in vetta al Monte Generoso sono un modo per metterci in sintonia con i colori e i ritmi lenti e rigeneranti della natura. Una componente di questo nostro pianeta che va sempre più tutelata e rispettata. Simbolo per eccellenza della natura, il verde tinge le nuove energie ecologiche e rinnovabili immesse nelle reti di distribuzione che alimentano le nostre case. Il consumo di energia di provenienza certificata deve però accompagnarsi a un nuovo approccio all'uso delle risorse intelligente e parsimonioso.
Il colore è arte. Essenza stessa della pittura, gioca il suo ruolo in rapporto variabile con la forma: talvolta subordinato, talvolta dominante e tal'altra in equilibrio. In tutto il suo vigore, il colore scaturisce dalle tele di Hans Purrmann esposte al Museo d'arte di Mendrisio. L'artista fa del linguaggio cromatico denso e acceso il leitmotiv della sua ricerca pittorica. Gli fa eco il coevo Emilio Oreste Brunati, ospite della Pinacoteca Züst di Rancate, con una tavolozza che si scioglie in accesa poesia.
Il colore è anche prepotentemente simbolo che rappresenta o evoca. Per noi rosso è l'amore, la passione; nera la sfortuna, la morte; gialla la gelosia che punge e tormenta, verde la speranza o l'età della giovinezza in fiore. Mentre il freddo dell'azzurro allontana come il cielo evanescente, il caldo del rosso avvicina come una fiamma che riscalda, ma che può anche bruciare. Se l'incendio amoroso avvampa d'ardore i cuori, l'incendio doloso mette a repentaglio le vite. A scongiurare minacce, proteggere da calamità e pericoli ci sono gli indispensabili corpi di sicurezza che presto a Mendrisio saranno riuniti in un unico centro di pronto intervento. Presentato nel dossier di Memore, il progetto ambizioso e articolato cambierà l'entrata al borgo.
Il colore è politica. Ideologie e schieramenti riuniti o distinti sotto toni che si fanno più o meno accesi, più o meno trasversali. Scenari internazionali giocati tra contrasti e sfumature che cambiano la sorte dei popoli. E i cambiamenti sono inevitabili e necessari. «Non ci si può bagnare due volte nello stesso fiume» sentenzia Eraclito sottolineando il divenire della realtà sensibile. C'è chi nasce e chi perisce, c'è chi viene e c'è chi va. La città di Mendrisio ha appena affrontato due avvicendamenti in sede amministrativa. Il prossimo luglio, il comandante dei pompieri Brenno Grisetti lascia la carica dopo ventuno anni e lo sostituisce Corrado Tettamanti. Il municipale Silvio Pestelacci ha invece già ceduto il suo posto al subentrante Samuel Maffi, dopo sette anni in seno al municipio. Ai dimissionari vadano i ringraziamenti per la costante e intensa attività svolta e ai nuovi arrivati l'augurio e l'auspicio di dipingere il loro lavoro con il meglio di sé.
