Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate
La chiesa parrocchiale di Sant'Antonio Abate a Genesterio risale al XVII secolo e fu edificata sull'oratorio del XV o XVI, ingrandita nel XIX e restaurata tra il 1987 e il 1991 a seguito di un gravissimo incendio. Il fuoco aveva devastato gli affreschi della volta e il pregiato organo, un Serassi del Seicento, un'imponente macchina barocca del XVIII secolo classificata fra le migliori del Ticino. Dopo complessi e importanti lavori di restauro sono stati recuperati i dipinti del Bagutti, del Rinaldi e del Gilardi. La facciata della chiesa è stata rifatta completamente con un intervento dell'architetto Mario Botta, il quale, aveva già progettato la casa parrocchiale nel 1963 (la prima opera della sua carriera).
La porta bronzea di Selim Abdullah
Lo scultore Selim Abdullah ha realizzzato l'ingresso della chiesa con una porta in bronzo a due battenti. Le due ante sono modellate a bassorilievo con temi autonomi. Sul pannello di sinistra domina imponente la figura ieratica del santo patrono, la cui veste si presenta come un racconto o un paesaggio. È presente anche il monastero, la campana, l'animale, gli apostoli e in basso la figura del demonio (la tentazione). Il pannello di destra è organizzato attorno alla croce centrale degli Antoniti. Affiora una moltitudine di perseguitati e in alto una pioggia vegetale. Sembrano esserci tutti gli elementi iconografici per rievocare, con un linguaggio contemporaneo, lo spazio e il tempo di meditazione e di preghiera di Sant'Antonio, l'abate egiziano vussuto alla metà del III secolo, patriarca del monachesimo, protettore degli animali domestici.
Per saperne di più
La porta bronzea di Selim Abdullah per la Chiesa di Genestrerio, Silvana Editoriale, Cinistello Balsamo 2009.
