Chiesa parrocchiale dei santi Cosimo e Damiano
Breve storia
È l'unica chiesa del Ticino dedicata a Cosma e Damiano, medico l'uno, farmacista l'altro; la scelta di questi due santi martiri può essere spiegata se si pensa che Mendrisio ha sempre avuto una nobile tradizione ospedaliera.Prima dell'attuale ci furono altre due parrocchiali, la prima romanica e la seconda barocca, che sorsero dove oggi c'è la piazza del Ponte. Già nel 1810 si pensò di edificare questa chiesa, incaricando l'architetto Simone Cantoni di presentare dei progetti, ma tutto rimase inattuato. Nel 1861 la parrocchia bandì un concorso, che fu vinto da Luigi Fontana (1812-1877); iniziarono poi i lavori di costruzione che si protrassero, a causa delle molte sospensioni, fino al 1875, quando la chiesa venne consacrata e aperta al culto.
Esterno
Visto dalla piazza sottostante, l'edificio dà un'impressione di imponenza, perché sorge su un propontorio a cui si accede grazie a una maestosa scalinata. La facciata nella parte inferiore obbedisce ai canoni del gusto neoclassico, che prescrive un linguaggio lineare ispirato alle costruzioni antiche: infatti il porticato a tre archi retti da colonne e pilastri imponenti imita l'arco di trionfo romano. Sopra il porticato si alza un attico provvisto di quattro grandi cariatidi "che hanno tolto nobiltà a quel membro architettonico generando un gigantismo deteriore" (Giuseppe Martinola).
Interno
In ossequio ai canoni neoclassici, l'interno si ispira all'antico: l'unica navata, con pianta a croce greca, riecheggia infatti la struttura delle terme romane, mentre l'abside semicircolare richiama la basilica pretoria. Inoltre gli alti basamenti, le solide semicolonne, il vigoroso cornicione e l'ampia calotta della cupola creano un'impressione complessiva di imponenza monumentale.
La chiesa contiene diverse opere d'arte ragguardevoli. Nella prima cappella a sinistra si conserva il fonte battesimale della vecchia chiesa romanica. La seconda cappella a destra ha un austero altare di marmo scuro che è tra le non molte suppellettili superstiti della parrocchiale barocca. Sopra l'altare, dentro una nicchia, si trova la Madonna del Rosario, statua di legno dorato e dipinto, scolpita nel 1694 e molto cara ai Mendrisiensi che la portano in processione solenne ogni cinquant'anni. Intorno all'altare sono distribuiti i Misteri del Rosario, dipinti da Francesco Torriani (1612-1681) negli anni 1654/59 per una cappella della vecchia parrocchiale barocca. L'opera appartiene alla maturità dell'artista, contrassegnata da una fresca vena narrativa; effetti suggestivi sono ottenuti mettendo a contrasto gli sfondi immersi nell'ombra che quasi scorpora le cose con i colori luminosi, a volte anche fosforescenti, delle figure in primo piano. Alcune formelle (ad esempio Gesù nell'orto degli ulivi) sono permeate da una religiosità toccante; altre, come l'Incoronazione di spine, si segnalano per la struttura compositiva animata e drammatica.
Nell'altare maggiore, risalente agli anni 1669/71, la struttura a due ordini, le colonne tortili e le numerose statuine creano un fasto tipicamente barocco. Sotto la mensa dell'altare, in una elegante urna poliedrica ornata di bei fregi, riposa la salma di San Feliciano martire: si tratta di una preziosa reliquia estratta forse dalle catacombe di Sant'Agnese e portata a Mendrisio nel 1745.
