Palazzo Turconi

Palazzo Turconi

Palazzo TurconiDapprima ospedale

Il Conte Alfonso Turconi nel 1803 dispose per testamento che i suoi beni fossero usati per costruire un ospizio destinato agli ammalati poveri. Alla volontà del Turconi si cominciò a dar seguito solo nel 1848 quando, applicando una risoluzione governativa sulla secolarizzazione dei conventi, il Gran Consiglio ticinese soppresse il convento dei Cappuccini. L'incarico di progettare il nuovo ospedale fu affidato all'architetto Luigi Fontana (1812-1877) di Muggio. I lavori di costruzione iniziarono nel 1853 e il 19 marzo 1860, con una cerimonia solenne, la nuova opera fu inaugurata. All'ospedale mancavano però, oltre al personale, anche diverse infrastrutture di prima necessità, come la cucina e le stufe. Più tardi si è provveduto a dotarlo di apparecchiature e di una qualificata équipe medica che l'hanno reso uno fra i più moderni e attrezzati del cantone.
L'Ospedale della Beata Vergine ha cessato le sue funzioni nella sede di Palazzo Turconi negli anni Novanta perché si è trasferito nel nuovo e più moderno edificio che gli è sorto accanto.

Poi Accademia di architettura

Ora Palazzo Turconi è la sede dell'Accademia di architettura progettata dall'architetto Mario Botta e fortemente voluta, con lungimiranza, dalle autorità cantonali e comunali.

Esterno

La facciata è a un tempo maestosa e semplice: l'ingresso principale è messo in evidenza da un porticato di massicce colonne ioniche (evidente il richiamo al tempio greco), che reggono un timpano triangolare; le due ali laterali si caratterizzano per una successione ininterrotta di finestre, sobriamente ravvivata da un cornicione dentellato. Come ha ben scritto Giuseppe Martinola, "la coerenza stilistica dell'architetto proclama la sua presenza anche nei particolari: cancellata, ringhiere, grate di ferro, lastre traforate degli scarichi, fontanine con l'acquaio, camini, panche di riposo".

Interno

La stessa severa maestosità della facciata è riscontrabile anche all'interno: locali di varie dimensioni, tutti con il soffitto molto alto, si succedono regolarmente lungo vasti corridoi, mentre grandi vetrate permettono di affacciarsi su un arioso quadriportico colonnato. Al centro del cortile si trova la statua di Alfonso Turconi, scolpita nel 1868 da Vincenzo Vela (1820-1891), che ha ritratto il grande benefattore con immediatezza, senza idealizzarlo, nell'atto di porgere il testamento che è la prova del suo cuore caritatevole.