I Padri Serviti, appartenenti all'ordine dei Servi di Maria,  presenti a Mendrisio già nel 1451, idearono la processione del venerdì santo per sottolineare la venerazione dell'Addolorata o Madonna dei sette dolori. Nella sua composizione attuale, in processione sfilano oltre seicento persone, suddivise in gruppi, tutte munite di fanali e lampioni di fogge diverse e dipinti con scene sacre o di emblemi della passione.


Questa processione è particolarmente suggestiva: l'illuminazione elettrica è spenta e nelle antiche strade si diffonde, nel silenzio, la calda luce dei lampioni. Tre corpi di musica intonano brani funebri e l'impatto è grande in chi assiste al passaggio dei simulacri del Cristo morto e della Vergine addolorata portati a spalla.


La statua della Madonna addolorata, accuratamente preparata, attende i portatori nella chiesa di San Giovanni.


La processione prende avvio, da secoli, dall'ex convento dei Padri Serviti (zona San Giovanni).
Le primitive lanterne sono state, nel tempo, sostituite da trasparenti.




I trittici, grandi trasparenti che sovrastano il percorso della processione, hanno raffiguarato nel dipinto centrale un episodio del Vangelo e in quelli laterali rimandi tematici dell'antico Testamento.








Il simulacro del Cristo morto, deposto su di un baldacchino rivestito di velluto, è portato a spalla. La processione del venerdì santo era anche detta Enterro, termine spagnolo che significa funerale.




L'ordine della processione come  organizzato fin dal 1700.